Truffe trading online, Avv. Bianculli: “Crimini complessi, recuperare parte delle somme perdute”

Negli ultimi anni, il boom delle piattaforme di trading online ha aperto opportunità senza precedenti per piccoli e grandi investitori. Tuttavia, a questo sviluppo tecnologico si è affiancato un fenomeno criminale sempre più dilagante: il falso trading online

Secondo dati ufficiali della Polizia di Stato, nel solo 2024 sono state oltre 5.000 le denunce raccolte relative a truffe finanziarie, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente e un valore sottratto agli investitori che ha superato i 111 milioni di euro. Numeri impressionanti che rendono evidente come il trading online truffaldino rappresenti oggi una delle principali fonti di guadagno per le organizzazioni criminali, le quali sfruttano la fiducia e la speranza di rendimenti facili da parte delle vittime. 

La truffa, nella maggior parte dei casi, inizia con una proposta allettante diffusa tramite social network o motori di ricerca, spesso mascherata da pubblicità regolarmente sponsorizzata. La vittima viene contattata da un presunto broker, che offre rendimenti garantiti su investimenti in azioni, criptovalute, forex o prodotti finanziari derivati, inducendo a versare inizialmente una cifra contenuta per poi progressivamente aumentare l’esborso economico.

Le tecniche di inganno utilizzate dai falsi broker

Le metodologie di truffa sono diventate sempre più sofisticate. Oggi i cybercriminali sono in grado di clonare interi siti istituzionali, replicare loghi di banche famose e perfino creare video deepfake in cui personalità di rilievo, come amministratori delegati o politici, sembrano consigliare l’utilizzo della piattaforma. Un’illusione che colpisce anche investitori accorti, ingannati dalla qualità della messinscena digitale. 

In molti casi, la piattaforma permette di simulare falsi profitti iniziali, mostrando all’utente grafici in crescita e rendiconti fittizi, inducendo la vittima ad aumentare il proprio investimento. Solo nel momento in cui si tenta di prelevare il capitale maturato, il truffatore svela la sua vera natura: vengono richiesti “costi di sblocco” o “tasse di uscita”, importi aggiuntivi che, ovviamente, non porteranno mai al recupero delle somme investite. 

Una volta versati questi ultimi pagamenti, il contatto con il broker si interrompe bruscamente e il sito della piattaforma sparisce, spesso trasferito su server esteri non tracciabili.

Il quadro normativo a tutela degli investitori

Per l’Avvocato Domenico Bianculli del foro di Roma, esperto in truffe online, sotto il profilo legale il falso trading online integra una serie di violazioni gravi. In primis, l’abusivismo finanziario previsto e punito dall’articolo 166 del Testo Unico della Finanza (D.Lgs. 58/1998), che vieta l’offerta di strumenti finanziari senza autorizzazione CONSOB o equivalente organismo di vigilanza estero. Chi promuove investimenti senza le necessarie licenze rischia la reclusione fino a otto anni. A ciò si aggiunge il reato di truffa aggravata, disciplinato dall’articolo 640 del Codice Penale, e il reato di frode informatica, previsto dall’articolo 640-ter. 

Sul piano europeo – commenta l’Avv. Biancullila Direttiva UE 2019/713 ha introdotto specifiche misure per agevolare il congelamento e il sequestro dei proventi derivanti da crimini informatici transfrontalieri.” 

Tuttavia, il recupero delle somme rubate rimane complesso, specialmente quando i fondi vengono immediatamente convertiti in criptovalute anonime o trasferiti su conti situati in paesi extra-UE con legislazioni meno rigorose in materia di antiriciclaggio.

Avvocato Bianculli: “Non sempre la responsabilità del danno ricade solo sui truffatori. In determinate situazioni, anche le banche possono essere chiamate in causa per non aver esercitato un’adeguata vigilanza sulle operazioni sospette dei propri clienti. Gli istituti di credito sono obbligati, ai sensi delle normative antiriciclaggio, a monitorare le movimentazioni finanziarie e a segnalare transazioni anomale.” 

Se un correntista effettua bonifici verso conti intestati a soggetti che operano senza licenza, e tali operazioni presentano profili di rischio evidenti, la banca dovrebbe intervenire, bloccando o quanto meno segnalando il movimento. In caso contrario, il cliente può presentare un reclamo formale. 

Se la banca respinge il reclamo o non risponde entro i termini previsti, è possibile ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), che si pronuncia sulla correttezza del comportamento dell’istituto. Il ricorso all’ABF rappresenta uno strumento rapido e relativamente economico per tentare il recupero di almeno una parte delle somme sottratte, senza necessità di avviare un processo ordinario.

La prevenzione resta l’arma migliore

L’unico vero strumento di difesa, ad oggi, resta la prevenzione. Verificare attentamente la presenza della piattaforma di trading all’interno dei registri CONSOB o Banca d’Italia, non fidarsi mai di offerte che promettono guadagni elevati senza rischio e, soprattutto, non comunicare dati sensibili a sconosciuti rappresentano regole fondamentali. 

Il falso trading online sfrutta la velocità e l’emotività con cui spesso si prendono decisioni finanziarie. 

Fermarsi, informarsi e confrontare i dati disponibili può fare la differenza tra un investimento proficuo e una perdita disastrosa. La Polizia Postale consiglia di non cliccare mai su banner pubblicitari di dubbia provenienza, di non fornire mai le proprie credenziali bancarie o dati anagrafici su siti non verificati e di diffidare da chi propone opportunità di investimento con urgenza o scadenze immediate.

Il fenomeno delle truffe legate al trading online continua a crescere, adattandosi alle nuove tecnologie e alle mutate abitudini digitali degli utenti. Chi investe deve essere consapevole che dietro una promessa di facile guadagno può nascondersi un meccanismo complesso e raffinato di inganno. Approfondire, conoscere le regole e affidarsi solo a operatori regolamentati diventa oggi più che mai una scelta imprescindibile per chi vuole proteggere il proprio patrimonio.

Per assistenza legale vi invitiamo a contattare gli uffici dell’Avv. Domenico Bianculli al numero 06-39754846.

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