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Visura protesti e assegni a vuoto

Se si emette un assegno senza accertarsi della copertura sul conto corrente, il titolo viene immediatamente protestato quando la persona a cui abbiamo girato l’assegno va in banca a riscuoterlo.

A questo punto, si aggiorna la visura protesti di chi ha emesso quel titolo: se non si ottempera al pagamento immediato della somma, si è preclusi automaticamente da qualsiasi forma di finanziamento.

Si può anche decidere di pagare il debito in un secondo tempo, ma più tempo passa dalla data di emissione del titolo, più è difficile aggiornare la visura protesti alla Camera di Commercio di zona.

Una volta estinto il pagamento, il protestato dovrà richiedere tramite una procedura ad hoc l’aggiornamento della visura nel registro dei protesti, presentando il titolo pagato, la fotocopia dei propri documenti di riconoscimento e un’istanza di riabilitazione.

L’istanza può essere presentata solo un anno dopo che il debito è stato registrato nella visura protesti. Questo rende difficoltose le pratiche: anche se il debitore ha ottemperato al suo debito (con gli interessi) qualche giorno dopo la notifica del protesto, sarà comunque necessario un anno.

In quel lasso di tempo, qualunque istituto di credito che consulti il registro dei protesti online negherà di fatto al richiedente qualsiasi forma di prestito (anche le famose carte di credito revolving). Un mese dopo la presentazione dell’istanza, la visura protesti viene aggiornata e il richiedente ottiene dal Tribunale un certificato di riabilitazione.

Il certificato è necessario per sanare la posizione del protestato presso la Camera di Commercio di zona. Completate tutte queste procedure, il nome viene riabilitato e la visura protesti aggiornata.

Per risolvere questo tipo di controversie, non basta richiedere la cancellazione del debito dalla visura protesti. Spesso, ad aggravare la situazione ci pensano le sanzioni applicate sui mancati pagamenti. Chi emette un assegno “a vuoto”, paga oltre al debito una sanzione pecuniaria calcolata sul non pagato.

Per esempio, l’assegno non pagato di valore inferiore ai 10.329 Euro può portare a sanzioni dai 516 ai 3.098 Euro a seconda dei casi. Le sanzioni aumentano se si tratta di un secondo protesto (anche se quello precedente risulta chiuso in visura protesti) o se si supera questa soglia di pagamento.

Truffatori e prestanome: In aumento le truffe

Esistono persone che sono in grado di creare delle truffe ai danni di numerosi creditori che ogni giorno vengono truffati. Nelle ultime settimane a Parma un prestanome di venti società riusciva a vivere all’estero prendendosi gioco di tantissimi creditori.

Questo succede perché l’obiettivo di alcune aziende è quello di impedire ai creditori di riavere i beni di nuovo nelle loro tasche. Solitamente queste persone sono degli imprenditori che grazie alla consulenza di aziende professioniste, creano società all’estero e cambiano nome.

Il fatto è successo anche a Parma dove un imprenditore, grazie all’aiuto di un commercialista della città, continua a chiudere e aprire nuove imprese, un prestanome che alla fine è stato beccato grazie alle visure camerali.

La polizia ha scoperto questi movimenti strani che venivano effettuati ogni sei mesi da un suo delegato che si occupava ogni mese di accedere alle modifiche societarie. L’inchiesta è stata aperta dalla Guardia di Finanza che ovviamente ha subito richiesto la visura camerale di questa impresa e infine ha scoperto l’identità del truffatore.

Perchè nel momento in cui avviene un pignoramento o il pagamento delle tasse, il truffatore non fa altro che effettuare un cambio di identità e di azienda. Ecco in quale modo i prestanome illudono e truffano la popolazione italiana, prima o poi queste situazioni vengono riprese da un magistrato e ora il truffatore avrà comunque a che fare con la legge.

Il vantaggio della visura camerale è quello di avere la possibilità di accedere a tutti i principali dati legali di un’azienda. Di conseguenza un atto di questo genere avrebbe dovuto almeno essere considerato da punire con prigione o con il pagamento dei soldi mancanti.

Attenzione quindi alle aziende a cui affidate il vostro denaro.

Redditometro: cos’è e come funziona

 

Protagonista dei dibattiti politici ed economici di questo inizio 2013 è sicuramente il redditometro. Questo strumento dell’Agenzia delle Entrate, definito anche “accertamento sintetico di tipo induttivo”, sarà un’arma in più nella lotta all’evasione fiscale.

Il funzionamento è piuttosto complesso e delicato. Servendosi di banche dati della Pubblica Amministrazione e della tracciabilità delle operazioni bancarie sarà possibile calcolare la spesa effettiva di ogni contribuente, dedurne il reddito e rapportarlo al reddito dichiarato. In caso di discrepanze superiori al 20% verrà attuato un accertamento vero e proprio al quale si potrà rispondere fornendo una prova circa l’origine del reddito integrativo. Ad essere ammessi saranno solamente redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d’imposta, redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte e redditi che non concorrono alla formazione del reddito imponibile.

Dubbi e polemiche derivano dal fatto che in questo periodo di crisi molte famiglie si sono servite di aiuti familiari e piccoli prestiti, oltre ad aver attinto ai risparmi di una vita, per fare fronte alle spese quotidiane necessarie alla sussistenza e quindi, valutando semplicemente i numeri, risulteranno spendere più di quello che guadagnano. Pronta è stata la risposta dell’Agenzia delle Entrate per chiarire molte preoccupazioni sorte con la massiccia propaganda negativa che il redditometro sta subendo: “I pensionati, titolari della sola pensione, non saranno mai selezionati dal nuovo redditometro che è uno strumento che verrà utilizzato per individuare i finti poveri e, quindi, l’evasione spudorata, ossia quella ritenuta maggiormente deplorevole dal comune sentire”. Stessa sorte dovrebbe toccare anche ai lavoratori dipendenti purché non abbiano un secondo lavoro in nero.

Nel mirino dei 35.000 controlli annui che saranno effettuati con il redditometro si troveranno quindi imprenditori, liberi professionisti e commercianti, oltre ai lavoratori in nero che dichiarando redditi minimi usufruiscono di esenzioni e agevolazioni sociali a discapito di chi ne ha realmente bisogno.

Malgrado tutte le rassicurazioni dell’Agenzia delle Entrate, è sempre meglio tenere traccia delle spese straordinarie con ricevute e fatture e preferire la moneta elettronica (carte di credito, bancomat, bonifici bancari) al denaro contante. Infine sul sito dell’Agenzia delle Entrate è possibile scaricare il Redditest, un software gratuito che permette di simulare i calcoli del redditometro e verificare in prima persona se risultano scostamenti significativi.

Le assicurazioni on line in tempi di crisi

 

In tempi critici per economia e lavoro come questi, è importante poter fare affidamento su una soluzione di investimento dei pochi risparmi che sia affidabile e sicura, che possa dare un buon rendimento a fronte però di un rischio molto basso.

In questa ottica i migliori prodotti di riferimento sono sicuramente quelli assicurativi: niente a che vedere con le assicurazioni on line per auto e moto, si tratta di investimenti di capitale che vengono versati in fondi specifici a basso rischio, gestiti direttamente dalle compagnie assicurative. Inoltre, all’aspetto più prettamente di investimento è possibile avere anche un servizio di stampo assicurativo più classico, prevedendo spesso la copertura vita e una rendita vitalizia del capitale alla scadenza.

Questa tipologia di prodotti finanziari può godere di diverse agevolazioni fiscali in quanto non assimilabile agli investimenti bancari e possono essere molto meno soggetti alle influenze negative delle fluttuazioni dei mercati, agganciando i rendimenti del capitale investito a particolari indici o a fondi caratterizzati da grande stabilità. Di certo questo tipo di investimento è ideale per le famiglie e per i cosiddetti cassettisti, non di certo per chi ama speculare e movimentare molto il capitale.

A fronte della convenienza fiscale e dei rendimenti vantaggiosi, occorre considerare l’uscita monetaria periodica costituita dal versamento dei premi, solitamente a cadenza mensile, oltre alle spese di gestione e all’aliquota sulle rendite finanziarie.

Chi fosse interessato all’acquisto di questi particolari prodotti può effettuare qualche ricerca informativa sul web per saperne di più: ci sono molte compagnie di assicurazione, on line e non, che propongono sul web schede informative precise e dettagliate. In più, considerando la concorrenza che fanno ai prodotti tipicamente bancari, gli istituti di credito suggeriscono mal volentieri di avvalersi di questa alternativa.